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Il gruppo Bisaro sceglie RIVE

Il gruppo Bisaro sceglie RIVE
Il nostro viaggio tra gli espositori si arricchisce con alcuni “a tu per tu” con degli interlocutori del mondo della viticoltura ed enologia con i quali saranno approfonditi alcuni temi legati a questi due mondi e, più in generale, al mondo del vino. La prima intervista è con il dottor Gianfranco Bisaro, CEO del Gruppo Bisaro di San Giorgio della Richinvelda (PN), da più di 30 anni leader nel settore delle tecnologie enologiche e birraie.

Ci può descrivere in breve il vostro Gruppo?

Il gruppo Bisaro si pone come apportatore di conoscenza, organizzatore di servizi e gestore della logistica di forniture nel mondo del Vino e della Birra. Fa della Multi-competenza le fondamenta del proprio sapere, in continua ricerca di miglioramento. L’obiettivo è dare al cliente un’offerta sempre più all’avanguardia e indicare una chiara rotta al proprio personale, ai collaboratori e ai partners verso un orizzonte competitivo in continuo cambiamento.

Due le aziende del gruppo direttamente coinvolte, dagli inizi del 2.000, che si pongono l’obiettivo di diventare un hub di gestione dei servizi all’imprenditore e al loro team:

  • SIFA, azienda industriale Specializzata nell’ingegnerizzazione e costruzione di macchine per il lavaggio e il riempimento di keg inox e PET (fusti per l’erogazione di vino e birra alla spina) e impianti di microfiltrazione per la brillantatura e la sterilizzazione a freddo di liquidi alimentari;
  • G&B, azienda commerciale di servizi e di distribuzione di Bio tecnologie, microfiltrazione, detergenti, assistenza tecnica e supporto analitico con un proprio laboratorio di  microbiologia.

Con la volontà di traslare i propri obiettivi verso l’immaterialtà e la servitizzazione, il gruppo Bisaro oggi vende servizi onnicomprensivi di macchine, prodotti e supervisione proiettando così di fatto il Gruppo verso il business del XXI secolo.

Con questo principio il gruppo Bisaro ha sviluppato “La cantina intelligente” partendo dall’ideazione e ingegnerizzazione di macchine e attrezzature atte a migliorare e automatizzare le operazioni di cantina. Definisce i protocolli da inserire in un suo software di gestione macchine che, mediante l’acquisizione di dati dai sensori, controlla, registra e gestisce le procedure di lavorazione pianificate. In caso di riscontro di anomalie invia allarmi agli operatori per l’intervento diretto on line o personale e, nei casi più semplici e previsti, procede a correggere automaticamente la funzione. Il sistema va a costituire una vera e propria sovrastruttura che monitora e controlla tutto lo stabilimento enologico e tutto il processo tecnologico produttivo dalla vigna alla bottiglia posta al consumo.


Qual è il ruolo della microbiologia nel processo di vinificazione e quale il contributo che il vostro Gruppo dà a questo processo?

Il nostro Gruppo, già trent’anni fa, ha scelto di lavorare con l’obiettivo di eliminare dal processo di  produzione del vino e della birra tutte le componenti e gli additivi di natura  chimica. Tale indirizzo ha portato l’agire aziendale a prediligere la divulgazione e la fornitura di biotecnologie e di sistemi fisici, come per esempio la microfiltrazione, per creare prodotti sempre più controllati, genuini e salutari.

Si è favorito così il mantenimento degli aromi primari, cioè degli aromi derivanti dal frutto. Con questa visione e l’applicazione di dette tecnologie il gruppo Bisaro si sente parte attiva di una nuova visione dell’enologia e della spumantistica mondiale, che vede oggi nel Prosecco il suo testimone principale.

Uno dei tratti distintivi del Gruppo è rappresentato dall’impegno nella ricerca e sviluppo: quali le ultime innovazioni introdotte?

Senza considerare le attività in atto dei nostri laboratori di ricerca sui prodotti BIO e sullo smaltimento dei residui di produzione, due sono le attività in essere: una legata alla microfiltrazione, la seconda alla conservazione/somministrazione del vino e della birra.

Innanzitutto,  mediante la brevettazione di un sistema di microfiltrazione innovativo di brillantatura e le sue ripetute modifiche, che può essere monitorato online, abbiamo reso possibile l’eliminazione di tutte le vecchie tecnologie come l’uso delle farine fossili, dei cartoni filtranti e dei filtri lenticolari che possono cedere elementi “estranei” al prodotto filtrato. Introdotto cinque anni fa, questo sistema rappresenta una vera rivoluzione nelle tecnologie di produzione del vino e della birra che rende più salubri e semplifica in maniera radicale tutte le operazioni di filtrazione dalla pre-post fermentazione e spumantizzazione, in tutte le operazioni di cantina fino al imbottigliamento.

Stiamo inoltre lavorando su progetto SOFIA, per la brevettazione e la produzione di kegs monouso in PET. Il Gruppo sta investendo oltre 1.300.000 di euro oltre un finanziato di 200.000 euro da parte della Regione FVG, che si suppone commerciabile con giugno 2019.

Si tratta di un mercato molto importante nel futuro a breve e medio termine, facilmente aggredibile dal gruppo Bisaro che oggi lo vede leader assoluto nel settore delle macchine da kegs sul mercato Italiano

Per la seconda volta il gruppo Bisaro sceglie R.I.V.E.: cosa rappresenta questa manifestazione per voi?

Perché crediamo molto nello sviluppo della nostra area. Soprattutto nello sviluppo del nostro territorio e della visione delle imprese in termini di mercato, di tecnologia e di sostenibilità dove vede l’uomo al centro. Il nostro Gruppo sta lavorando molto sulla spumantizzazione che vede il Prosecco un virtuoso esempio di qualità e di sviluppo territoriale. Inoltre, l’area friuliana si distingue da un lato per il grande lavoro svolto dall’Università di Udine nella ricerca di barbatelle per la creazione di vigneti che non abbisognano dell’uso di trattamenti chimici e dall’altro, nel pordenonese, con la diffusione dell’attività dei vivai di Rauscedo che le producono e le divulgando.

Anche per questi aspetti R.I.V.E. può rappresentare un’occasione di confronto e di visibilità positiva per il nostro territorio e di comunicazione internazionale delle capacità e dell’etica del lavoro delle nostre genti.