Comitato Scientifico

R.I.V.E.: il programma scientifico della tre giorni dedicata alla viticoltura ed enologia

E’ ormai messo a punto il programma della seconda edizione di R.I.V.E., la manifestazione a cadenza biennale che si terrà dal 27 al 29 novembre 2018 alla Fiera di Pordenone.

Tre fili conduttori, tre linee di approfondimento rispetto al mondo della viticoltura e dell’enologia: sono quelli che il Comitato scientifico presieduto dal professor Attilio Scienza ha individuato per la seconda edizione di R.I.V.E..

Come nella prima edizione, infatti, R.I.V.E. è accompagnato dal collaterale progetto ENOTREND che, oltre al blog online, propone anche un contenitore scientifico con conferenze ed approfondimenti in tema di cultura della vite, innovazioni tecniche, ricerca & sviluppo.

Per questa edizione il Comitato scientifico ha scelto tre macro-tematiche da approfondire nel corso della tre-giorni di R.I.V.E:

  • Quale sostenibilità in viticoltura?
  • Le nuove varietà e il territorio: l’enologo chiede e il genetista risponde
  • Il sistema delle autorizzazioni: le prospettive della viticoltura italiana

che saranno trattate in modo specifico nella tre giorni, grazie alla presenza di esperti di ciascuna disciplina coinvolta nel tema.

Di seguito il programma in via di definizione e che potrebbe subire delle modifiche.

Martedì 27 novembre – Sala Zuliani

9.30 Inaugurazione

10.0012.30
Il sistema delle autorizzazioni: le prospettive della viticoltura italiana.

Il programma potrebbe subire delle variazioni.

Il nuovo regime delle autorizzazioni introdotte dalla Comunità Europea nel 2016 è stato applicato nei diversi paesi della comunità con intensità ed effetti diversificati. Accanto a paesi come l’Italia, dove le nuove regole stanno incontrando delle difficoltà applicative con squilibri evidenti tra regione e regione, in altri stati membri invece la normativa ha trovato un sostanziale consenso. Da questo primo periodo di applicazione è possibile fare un bilancio sullo stato dell’arte, di verificare gli elementi di maggiore difficoltà applicativa e di prospettare possibili soluzioni in relazione all’ ulteriore periodo di applicazione delle disposizioni comunitarie .La possibilità o meno di poter attingere a nuove autorizzazioni e, quindi, di poter impiantare nuovi vigneti investe in modo diretto il mondo vitivinicolo del triveneto dove più forti sono risultate le incongruenze delle normative, visto che le richieste di nuove superfici sono state in quantità decuplicata rispetto alle disponibilità. Questo ha favorito l’insorgere di un mercato parallelo di trasferimento di proprietà o affitti di vigneti tra regioni del nord e regioni del centro-sud con riflessi negativi per le aziende e per il settore in generale.

Il sistema delle autorizzazioni e i riflessi sul mercato

Prof. Luigi Galletto (centro CIRVE – Università di Padova)

Il sistema delle autorizzazioni degli impianti in Italia

Dott.ssa Roberta Sardone (CREA)

Situazione europea: confronto Italia e Europa

Prof. Etienne Montaigne (SupAgro INRA Montpellier)

A seguire la tavola rotonda

  • Rappresentante Commissione UE
  • Rappresentante Mipaaft
  • Rappresentante Regione Friuli Venezia Giulia
  • Rappresentanti nazionali vitivinicolo:
    • Rappresentante Coldiretti
    • Rappresentante CIA
    • Rappresentante Confagricoltura

Il programma è in aggiornamento e potrebbe subire delle variazioni.

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Mercoledì 28 novembre – Sala Zuliani – 9.30 – 12.00

Quale sostenibilità in viticoltura?

Il tema della sostenibilità delle produzioni agricole ed in particolare quella del vino, per la sua importanza economica del nostro Paese, per l’impatto che ha sull’ambiente l’impiego di fitofarmaci e per i significati simbolici ed evocativi del suo consumo sulla società, rappresenta un argomento cruciale per i consumatori e per i produttori, attorno al quale si sviluppano strategie innovative di coltivazione della vite e di certificazione del vino. In questi anni il settore ha utilizzato la scorciatoia del biologico, che si rivela però insufficiente a dare risposte organiche e convincenti ai numerosi quesiti ancora insoluti che sono alla base di un approccio integralmente sostenibile alla produzione del vino.  Due sono gli argomenti che possono portare un contributo sostanziale al miglioramento della produzione viticola sostenibile: le applicazioni della space economy nella viticoltura di precisione ed una certificazione nazionale del vino italiano a garanzia dei consumatori, accompagnata da una campagna di comunicazione istituzionale.

La sostenibilità delle produzioni vinicole, un’opportunità per i produttori della Comunità Europea

La viticoltura sostenibile, l’innovazione digitale e genetica: a che punto siamo?

Prof. Attilio Scienza – Presidente Comitato Scientifico Rive 2018

La sostenibilità, trasparenza e tracciabilità per i consumatori: il ruolo della etichettatura. il pensiero delle rappresentanze dei produttori e consumatori

I nuovi strumenti per valutare la tracciabilità dei vini
Prof.ssa Federica Comin – Responsabile di tracciabilità Fmach

A seguire la tavola rotonda
Gli standard della sostenibilità del vino italiano: verso una norma unitaria

Il programma potrebbe subire delle variazioni.

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Giovedì 29 novembre – Sala Zuliani – 9.30 – 12.00

Le nuove varietà e il territorio: l’enologo chiede e il genetista risponde

Il miglioramento genetico della vite, dopo anni di attività concentrata nei soli paesi centro europei, ha avuto un discreto impulso anche nei paesi principi della produzione di uva da vino. Le resistenze genetiche sono state lo scopo principale, ove non l’unico, che ha guidato i breeder italiani concentrati ad acquisire nelle nuove varietà almeno una resistenza a peronospora ed una ad oidio, con successivi incrementi volti a piramidare più di una resistenza ad entrambi i maggiori patogeni fungini. Due le carenze che si sono quindi evidenziate in questi ultimi anni, che hanno peraltro visto alcune delle nuove varietà presentate e registrate nel catalogo nazionale riscontrare un notevole interesse, (i) la prima relativa all’emergenza di nuove patologie fino ad oggi controllate in via indiretta dai fitofarmaci largamente utilizzati per controllare peronospora ed oidio, (ii) la seconda carenza è stata prevalentemente legata ad aspetti qualitativi dell’uva, dovuta ad un difetto di fondo nella pur pregevole iniziativa dei breeder che se da una parte hanno discusso con professionisti specializzati nella coltivazione della vite, poco hanno interagito con chi con l’uva produce il prodotto di maggior valore aggiunto, il vino. Urge oggi, consci di questa carenza, reimpostare il lavoro di breeding ascoltando l’enologo, rispondendo alle sue domande, focalizzando sul prodotto senza fermarsi all’ottenimento di pregevoli vitigni resistenti, ma andando oltre, con nuovi parametri di cui tener conto, un approccio nuovo, forse di maggior successo, un ulteriore aiuto alla crescita di una moderna vitivinicoltura.

Tecniche enologiche per l’esaltazione della diversità vinicola

Prof. Vincenzo Gerbi (UniTO)

Comparazione tra la composizione delle uve e dei vini da vitigni resistenti e tradizionali

Prof.ssa Urska Vhrovsek (FEM)

Per una logica dell’espressione territoriale del potenziale enologico

Prof. Luigi Moio (UniNA)

A seguire la tavola rotonda

Prof. Riccardo Velasco – Direttore di Crea viticoltura ed enologia Conegliano Veneto

Prof. Raffaele Testolin – Docente di Frutticoltura e Risorse Genetiche in Agricoltura presso l’Università di Udine.

Il programma potrebbe subire delle variazioni.