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Tempo di vendemmia: previsto un aumento del 15% della produzione di vino

Le previsioni dell’Osservatorio del Vino di Ismea e Unione Italiana Vini (Uiv)

49 milioni di ettolitri di vino: sono quelli stimati per la vendemmia in corso nell’ambito delle previsioni vendemmiali 2018 presentate dall’Osservatorio del Vino di Ismea e Unione Italiana Vini (Uiv) al ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo.

Un dato interessante ed incoraggiante se confrontato con la vendemmia del 2017 quando gli ettolitri prodotti furono 42,5 milioni e cioè il 15% in  meno rispetto a quelli stimati per il 2018.

L’Italia si conferma così primo produttore al mondo di vino, nonostante qualche criticità si segnali al sud a causa di un’estate segnata dalla piovosità consistente che ha messo in difficoltà i produttori di alcune regioni.

Un motore economico

Un’attività, quella della vendemmia, che in Italia impegna 310 mila aziende agricole e quasi 46 mila aziende vinificatrici su una superficie a vite di 652 mila ettari;

Un motore economico che nella filiera dà lavoro a 1,3 milioni di persone tra quelle impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale e quelle presenti in attività connesse e di servizio e che genera oltre 10,6 miliardi di fatturato dalla vendita del vino, realizzato più all’estero che in Italia.

Export

L’avvio della vendemmia coincide anche con il record storico delle esportazioni di vino Made in Italy  secondo un’analisi della Coldiretti su dati Istat relativi ai primi cinque mesi del 2018.

I dati evidenziano come, rispetto allo scorso anno quando avevano raggiunto su base annuale circa 6 miliardi di euro prima voce dell’export agroalimentare, le esportazioni registrino un aumento del 4%.

Infine, secondo la Coldiretti le vendite sono aumentate del 3,7% negli Usa, del 3,6% in Germania e del 12,2% in Francia storico concorrente del Made in Italy; in controtendenza, dopo l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio (Ceta), invece, le esportazioni in Canada che sono diminuite dell’1% .

Fonte: www.ismea.it