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Risale all’inizio dell’Ottocento la località “al prosecco”

Individuata l’area nelle carte topografiche del periodo napoleonico.

Risalirebbe al 1811 la definizione toponomastica che individua la zona da dove origina il prosecco.
E’ di questi giorni il ritrovamento di un documento del catasto napoleonico che riporta la località “al prosecco” sulle colline trevigiane.
Un documento prezioso che rappresenta un tassello importante per avvalorare la storicità delle bollicine del Conegliano-Valdobbiadene nel percorso di Candidatura Unesco del Prosecco superiore e che testimonia la viticoltura del Prosecco da almeno 200 anni.

La copia del documento catastale sarà recapitata alla sede Unesco di Parigi ed è emerso nel corso delle indagini supplementari richieste dall’interim report di Icomos (Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti composto da esperti indipendenti) per approfondire la candidatura di un sito o di un territorio al titolo di Patrimonio mondiale dell’umanità.
Per località “al prosecco” si intende un territorio tra Falzé e Collalbrigo, ai piedi della colline di Conegliano. Più precisamente i terreni che al tempo erano di proprietà dei Montalban. In questi terreni prima dell’Ottocento veniva coltivata uva da glera. FU poi un matrimonio a segnare il perfezionamento della spumantizzazione del prosecco avviata dalla famiglia Carpenè, uno dei cui figli aveva sposato una delle sorelle Montalban.