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Peronospora della vite: sequenziato il genoma

Uno strumento in più per combattere questa dannosa malattia.

Un passo in avanti per la lotta alla peronospora della vite che ogni hanno produce pesanti effetti dannosi in Italia e nel mondo. A compierlo è la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige in provincia di Trento, che ha condotto un’importante ricerca da poco è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports del Gruppo Nature.
La ricerca, realizzata nell’ambito di un progetto finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, ha permesso di sequenziare il codice genetico del patogeno che provoca la peronospora della vite, la Plasmopara viticola.
Nonostante sia una tra le malattie della vite più studiate, la ricerca realizzata da FEM si preannuncia rivoluzionaria perché, indagando sui geni, potrebbe permettere di combattere la peronospora senza ricorrere ai fungicidi di sintesi
Lo studio ha permesso di scoprire una nuova comunicazione bidirezionale fra P. viticola e il suo ospite per cui la peronospora passa piccoli RNA e microRNA alla pianta ospite, i quali regolano l’espressione di geni dell’ospite in modo molto diretto. Lo studio ha permesso anche di identificare una proteina della peronospora che interagisce direttamente con un gene di resistenza di vite.
Il genoma pubblicato riguarda uno specifico isolato di P. viticola che infetta la vite in Trentino e tramite l’uso di sofisticati approcci genomici ha prodotto una serie di risultati che potranno essere utili per combattere il patogeno che crea molti danni nelle vite trentine.
Gli autori spiegano che piccoli RNA e microRNA sono acidi nucleici di piccole dimensioni in termini di lunghezza che possono legarsi a RNA messaggeri che codificano per proteine. Questo legame di piccoli RNA all’RNA messaggero previene la sintesi della proteina corrispondente.

Fonte: www.fmach.it
Per approfondire: Scientific Reports (Nature) “A multi-omics study of the grapevine-downy mildew (Plasmopara viticola) pathosystem unveils a complex protein coding- and noncoding-based arms race during infection” Matteo Brilli, Elisa Asquini, Mirko Moser, Pierluigi Bianchedi, Michele Perazzolli, Azeddine Si-Ammour
www.nature.com/articles/s41598-018-19158-8