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Nel secondo giorno di RIVE disegnati gli scenari del futuro dell’enologia e della viticoltura

L’offerta formativa proposta dal Comitato Scientifico di R.I.V.E. e dai partner della manifestazione ha dimostrato in questa seconda giornata di fiera tutto il suo potenziale: un folto pubblico ha seguito i convegni e gli workshop proposti nelle tre sale allestite all’interno dei padiglioni 2,3 e 5.

Ha aperto la giornata UNACMA, in Sala Vite, con un convegno sulla “Mother Regulation” dedicato alle nuove omologazioni stradali nel settore della meccanizzazione agricola. In contemporanea in sala Enotrend Paolo Peira, presidente di Assoenologi giovani, ha condotto “Le nuove frontiere del lievito enologico: incontrare le esigenze dei vinificatori”, durante il quale ricercatori ed enologi si sono confrontati sul punto di contatto tra le esigenze del mercato e dei consumatori e gli ultimi risultati della ricerca applicata.

Tra i relatori, Viviana Corich, professore associato dell’Università di Padova e coordinatrice del gruppo di ricerca di microbiologia enologica del CIRVE.  “Per la prima volta siamo riusciti in laboratorio – ha spiegato Corich –  ad isolare dei lieviti che potrebbero essere utilizzati sia in vigneto sia in cantina. Si tratta di lieviti che non rientrano nel gruppo dei saccaromiceti, e che potrebbero fungere nel vigneto da agenti di biocontrollo, in cantina aumentando il glicerolo e riducendo il grado alcolico, garantendo una maggiore sostenibilità”.

La viticoltura 4.0: il convegno del pomeriggio

Il pomeriggio è stato interamente dedicato, in Sala Enotrend, alla viticoltura 4.0. Riccardo Velasco, Direttore del CREA di Conegliano, ha coordinato esperti di livello internazionale, tra cui il direttore dell’Institute for Grapevine Breeding al Julius Kühn Institut di Geilweilerhof , il prof. Reinhard Toepfer,  Marco Stefanini (FEM, Fondazione Edmund Mach), il prof. Lucio Brancadoro (DiSAA Milano), il prof. Michele Morgante (direttore IGA Udine), il prof. Stefano Cesco (Libera Università di Bolzano), il prof. Paolo Balsari (Università di Torino). Al centro dell’attenzione il rapporto tra ricerca e vigneto nel prossimo futuro e, in particolare, la viticoltura di precisione e la tecnica del genome editing, che consente di modificare le varietà già esistenti senza intaccarne l’identità genetica, ma migliorandone la resistenza alle malattie.  La viticoltura – ha spiegato Morgante – deve far uso di nuove tecnologie derivate dalla ricerca genetica per continuare a usare le varietà tradizionali e diventare più sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Perché l’innovazione passi dai laboratori alla cantina ci deve essere una certezza normativa: è necessario che l’Unione Europea regolamenti questo settore!” .

Gli altri workshop della seconda giornata

Hanno riscosso grande successo gli workshop organizzati in Sala Vite da L’Informatore Agrario, che hanno trattato i temi della limitazione dei danni delle gelate sui vigneti, a cura di Giovanni Pascarella e dell’ottimizzazione dei costi di gestione del vigneto, curato dal prof. Vasco Boatto. Pienone anche in sala Vino, dove in mattinata il dott. Stefano Zaninotto, rappresentante italiano del Ce Liege  (Confederazione Europea del Sughero) ha condotto una degustazione guidata sui difetti sensoriali del vino, mentre nel pomeriggio il pubblico ha potuto ascoltare il dott. Maurizio Polo presentare le nuove prospettive di qualità offerte dalla fermentazione maloalcolica. Ha chiuso la serie odierna delle degustazioni di Rive l’assaggio curato dai Vivai Cooperativi Rauscedo di vitigni resistenti.

Tutti gli appuntamenti dell’ultimo giorno di R.I.V.E: 14 dicembre

L’ultimo giorno della Rassegna Internazionale di Viticoltura ed Enologia sarà dedicato alle eccellenze e alle prospettive delle nuove promesse della vitivinicoltura nel territorio del nordest italiano: si parlerà della DOC del Pinot Grigio (30 milioni di bottiglie della prima vendemmia già richieste dagli USA!) e del futuro della Ribolla Gialla. Quattro università del nordest firmeranno in questo contesto un protocollo d’intesa. Completeranno il programma due interessanti workshop e una degustazione. Chiuderà i lavori l’assessore regionale alle Risorse Agricole e Forestali Cristiano Shaurli.

Il primo appuntamento del 14 dicembre a R.I.V.E. è per le 9.30 in Sala Enotrend (pad.3), dove Angelo Peretti, giornalista della rivista online The Italian Gourmet, modererà i lavori di “Pinot Grigio: l’unione fa la forza. Percorsi di successo per la nuova DOC”. Sul tema interverranno Albino Armani (Presidente del Consorzio di Tutela Doc delle Venezie), il professor Eugenio Pomarici (Università di Padova), il professor Roberto Zironi (Università di Udine) e Franco Passador (VI.VO. Cantine). Dopo aver vinto – commenta Albino Armani, presidente del nuovo Consorzio Doc Delle Venezie– la sfida di riunire i viticoltori e le imprese di un territorio molto vasto, il Triveneto, sotto un’unica denominazione, la doc delle Venezie, a tutela di uno dei nostri vini più importanti, il Pinot Grigio, oggi, conclusa la prima vendemmia, abbiamo iniziato il confronto con i mercati internazionali. I segnali che stiamo raccogliendo sono molto positivi. La degustazione dei primi Pinot grigio doc delle Venezie vendemmia 2017 ha riscosso apprezzamenti sia nel pubblico, alla manifestazione Vivite di Milano, che tra gli operatori, con due premi conquistati alla International Bulk Wine Competition di Amsterdam. E, dagli USA, la prenotazione di oltre 30 milioni di bottiglie di doc delle Venezie dimostra che il messaggio di certificazione dell’origine lanciato con la nuova denominazione ha convinto gli operatori. Sono fatti importanti: siamo sulla strada giusta”Sempre in Sala Enotrend, dalle 14, Walter Filipputti introdurrà un dibattito sui legami tra il futuro del Friuli Venezia Giulia in rapporto al futuro della Ribolla Gialla, con interventi del professor Attilio Scienza (Università di Milano), professor Carlo Petrussi, professor Sandro Sillani (Università di Udine) e Denis Pantini (Nomisma Wine Monitor). Seguirà un confronto aperto tra Fulvio Lovisa (Presidente Cantina Sociale Rauscedo), Pietro Biscontin (Presidente Consorzio DOC-FVG), Robert Princic (Presidente Consorzio Collio-Carso), Marko Primosic (Presidente Associazione produttori Ribolla Gialla) e l’onorevole Manlio Collavini (Eugenio Collavini Viticoltori). Chiuderà i lavori l’assessore regionale alle Risorse Agricole e Forestali, Cristiano Shaurli.

Dalle 14.30, presso la Sala Zuliani del Centro Servizi, si svolgerà il convegno “Banche del vino: le BCC per l’innovazione e lo sviluppo della filiera vitivinicola” organizzato da BCC Pordenonese.  Due gli appuntamenti programmati in Sala Vino (pad.5): dalle 9.30 alle 12.30 Daniele Stangherlin di Amorim Cork guiderà un seminario di marketing del packaging, cui sarà abbinata una dimostrazione di neuromarketing a cura del professor Vincenzo Russo (Behaviour & Brain Lab, IULM).

Dalle 12.30 alle 17.30 sarà la volta di Assoenologi Friuli Venezia Giulia, che, a conclusione del convegno svoltosi in mattinata in sala Enotrend, condurrà una degustazione di Pinot Grigio dal mondo  In Sala Vite (pad.2) si terranno invece gli ultimi due workshop organizzati da L’Informatore Agrario: dalle 10.30, con il professor Raffaele Testolin dell’Università di Udine si parlerà di “Criticità e potenzialità dei vitigni resistenti”; dalle 14 Giorgio Malossini e Luca Benvenuto (ERSA) affronteranno le possibili soluzioni per una problematica che inizia a minacciare l’integrità dei vigneti: la cimice asiatica.

L’ultima giornata sarà teatro di uno momento fondamentale per il futuro della ricerca italiana in viticoltura: alle 11, in sala Enotrend, sarà infatti firmato un protocollo di intesa tra le principali Università e gli Enti di Ricerca del Triveneto (Udine, Padova, Verona, Libera Università di Bolzano, Fondazione Mach, Crea) denominato Viticoltura 4.0, che avrà come oggetto il rinnovo della piattaforma varietale e il miglioramento delle tecniche di coltivazione della vite grazie alle innovative risorse del genome editing e della cisgenetica.