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-5 giorni! Curiosità: la storia dell’agricoltura passa da Rive

Uno dei tre esemplari di trattori Fordson centenari esistenti in Italia sarà in mostra a RIVE: grazie al proprietario, l’avvocato Valter Fracas di Pordenone, sarà esposta in fiera una delle mitiche trattrici FORDSON del 1917, la macchina che cambiò per sempre il corso dell’agricoltura.

Il talento e il genio imprenditoriale di Henry Ford, com’è noto, erano rivolti a rendere “il mondo un luogo migliore per viverci”: suo è il primo modello di automobile per il grande pubblico, l’iconica Ford Modello T prodotta all’interno della Ford Motor Company, sua è l’idea della catena di montaggio. Forse non tutti sanno, però, che fu sempre lui a rivoluzionare l’agricoltura dando il via ad una nuova era, quella della meccanizzazione agricola.

“Chi aiuta l’agricoltura, aiuta il genere umano”
Porta la firma di Henry Ford la trattrice Fordson: la prima produzione, risalente esattamente a 100 anni fa, nel 1917, ebbe un così grande successo da venir replicata per ben 28 anni con pochissime modifiche. Nel 1925, otto anni dopo, ne erano stati prodotti 500mila esemplari! Leggera, semplice da costruire, usare e riparare e a prezzo sempre più basso per essere accessibile all’agricoltore medio, la Fordson aveva tutti i requisiti per essere davvero impattante nell’agricoltura, proprio come la voleva Ford.
I primi 5000 esemplari (detti MOM, perchè commissionati dall’England’s Ministry of Munitions) vennero esportati immediatamente in Europa, la maggior parte in Inghilterra, dove vennero utilizzati perlopiù dalle donne, che riuscirono così a portare avanti le coltivazioni durante gli anni della prima guerra mondiale. Alcuni di questi esemplari finirono anche in Italia, per la cosiddetta “Aratura di stato”.

In fiera a RIVE un Fordson centenario
L’esemplare in mostra a RIVE 2017 è di proprietà dell’Avvocato Valter Fracas di Pordenone.
Si tratta di un trattore standard battistrada, 19 CV, con motore verticale a 4 cilindri Ercole. Dal 1917 al 1945 ne furono prodotti 983 mila 647: oltre 20 mila arrivarono sul mercato italiano, ma la quasi totalità andò distrutta: i pochissimi esemplari superstiti ancora funzionanti e completi hanno così guadagnato il marchio di vera rarità.