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Potatura meccanica vs. potatura manuale

L’analisi, pubblicata sull’Informatore Agrario, mette a confronto i diversi metodi di potatura della vite indicando quando è conveniente ricorrere ai sistemi meccanizzati, pur se su superfici vitate di ridotte dimensioni.

L’articolo integrale su IA 36/2014

La meccanizzazione della potatura consente di ridurre in maniera drastica i costi di mantenimento del vigneto: per questo, dopo l’uso della vendemmiatrice, si tratta dell’intervento di meccanizzazione più scelto dalle aziende viticole. In questo contesto la potatura può avvenire in modo totalmente meccanico, senza intervento umano, o essere completata da un lavoro di rifinitura manuale, affidato a due operatori che procedono di pari passo con la prepotatrice.

Quando si può applicare e cosa comporta la potatura meccanica

La potatura meccanizzata è applicabile nei vigneti allevati a cordone libero, doppia cortina, cordone speronato e Casarsa. E’ in generale meno invasiva di quella manuale, e comporta delle conseguenze per la vite: lasciando un numero molto elevato di speroni, diminuisce la fertilità delle gemme, aumenta il numero e diminuisce la dimensione dei grappoli, diminuisce l’incidenza della muffa grigia, si evitano danneggiamenti dei centri vegetativi e lo spogliamento del cordone pemanente. Con questa tecnica si garantisce una produzione finale di uva pari o superiore rispetto a quella data dalla potatura manuale.

La prova di IA: il rapporto costi/benefici delle due tipologie di meccanizzione

Informatore Agrario ha eseguito una prova in un vigneto di SanGiovese in un’area pedecollinare in provincia di Ravenna, confrontando quattro metodi diversi di potatura:

  1. manuale,
  2. prepotatura meccanica con rifinitura manuale non contemporanea,
  3. prepotatura meccanica con rifinitura contemporanea,
  4. meccanica integrale.

Risultati: cosa succede all’aumentare della meccanizzazione

  • riduzione dei tempi di potatura:  75,5 ore/ha (modalità 1), 48,5 (modalità 2), 22,3 (modalità 3), 6,4 ore/ha (modalità 4).
  • aumento del numero di speroni e di gemme: 13,6 gemme su 8,2 speroni (mod. 1); 32,3 gemme su 18,9 speroni (mod.4).
  • aumento del numero di grappoli, calo del peso medio. Le viti trattate con modalità (3) e (4) hanno mostrato un numero maggiore di grappoli di peso medio inferiore rispetto a quelle trattate con modalità (1) e (2).
  • Il massimo livello produttivo si è riscontrato nella modalità (3).

Quando conviene meccanizzare

Secondo i calcoli di Informatore Agrario, nel 2014, ecco le soglie di convenienza per la meccanizzazione:

  • Se la manodopera costa 13 €/h, per l’acquisto di una potatrice (10mila euro), applicando il sistema (2), il minimo di superficie vitata è 11ha; per l’acquisto di potatrice + carrello per la rifinitura (14 mila euro) e applicando il sistema (3), il minimo di superficie è 3,6 ha , mentre con la meccanizzazione integrale (4), il vigneto deve essere di minimo 16ha.
  • Se la manodopera costa 10 €/h, la meccanizzazione conviene in senso integrale dai 2,5 ha, in modalità (3) dai 6,9 ha.

Conclusioni

L’analisi conclude che, qualora si scelga la meccanizzazione della potatura, è meglio anche in vigneti di piccole dimensioni, orientarsi per la soluzione integrale o per la prepotatura meccanica con rifinitura contemporanea. Questi metodi, infatti, ridurrebbero di molto i tempi e i costi, con cambiamenti positivi per le piante.

Articolo originale a cura di Riccardo Castaldi e Fabio Pezzi.