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La meccanizzazione in viticoltura

Macchine polifunzionali abbinate ad allevamenti ad hoc permettono riduzione dei costi, aumento della produttività, alti standard qualitativi anche in vigneti di piccole dimensioni

Caratteristiche del paesaggio vitivinicolo italiano

Il paesaggio vitivinicolo italiano ha subito radicali cambiamenti nel corso degli ultimi decenni: la trasformazione è evidente se si considera che la superficie a vigneto è passata dai 900 mila ettari degli anni ‘90 ai 640 mila del 2016. Sono scomparsi molti piccoli vigneti e altri sono stati accorpati, dando vita ad aziende viticole nel complesso più grandi e organizzate in modo più razionale rispetto al passato, ma pur sempre piccole rispetto alla media di Francia o Spagna. L’ubicazione in zone collinari e l’utilizzo di sistemi di allevamento relativamente incompatibili con la meccanizzazione ha reso alcune gestioni economicamente insostenibili: un vigneto a totale gestione manuale può richiedere un impegno totale che si aggira sulle 500 ore di lavoro per ettaro per persona all’anno.

La soluzione in molti casi è la meccanizzazione

Macchina per la vendemmia

Ecco perché la meccanizzazione appare, in certi contesti, indispensabile per rendere economicamente sostenibile l’attività. La sperimentazione sul campo condotta dal 1970 in poi in Italia ha permesso di mettere a punto sistemi di allevamento funzionali alla meccanizzazione. Per la vendemmia meccanizzata sono adatti gli allevamenti a parete sdoppiata (doppie cortine*, combi) per le vendemmiatrici a scuotimento verticale, e quelli tradizionali in parete (cordoni speronati e guyot) per le vendemmiatrici a scuotimento trasversale. In molti casi applicando queste tipologie di allevamento può essere utilizzata anche la potatura meccanizzata.

Nuove modalità sono state inoltre ideate per permettere una meccanizzazione integrale della viticoltura: in particolare il “cordone libero” (diffuso al nord tra Veneto ed Emilia Romagna, ma anche in Toscana, in Abruzzo e in Sicilia), e il sistema a siepe.

Le macchine per la meccanizzazione

Nel tempo la tecnologia ha permesso di rispondere in modo più efficace alle peculiari richieste del mercato italiano. Al giorno d’oggi il viticoltore ha a disposizione una vasta gamma di macchine che permettono di meccanizzare vigneti anche di modeste dimensioni con un notevole risparmio. E’ possibile meccanizzare diverse fasi dell’allevamento: dalla gestione estiva della chioma alla potatura invernale e fino alla raccolta. Il procedimento meccanico applicato alla raccolta, in particolare, incide in modo importante sulla riduzione dei costi e sull’ingente richiesta di manodopera legata alla vendemmia.

Una svolta importante è da collegare all’offerta recente di macchine polifunzionali, composte da un telaio motorizzato con moduli intercambiabili, utilizzabili per portare a termine diverse operazioni.

*Il sistema a Doppia cortina è una forma di allevamento della vite che permette la meccanizzazione integrale di potatura e vendemmia ed è adatta a piante con gemme basali molto fertili e varietà erette. Garantisce una produzione elevata e richiede bassa disponibilità idrica. La doppia cortina è formata da un cordone orizzontale a 120-150 cm da terra che si sdoppia poi su due o tre fili che arrivano a 170 cm: la vegetazione può così ricadere verso il basso, con una buona illuminazione dei grappoli d’uva.

Fonti:  Atti del Convegno “Meccanizzazione integrale in viticoltura: aspetti di base e applicazioni tecniche”, Cesare Intrieri, gennaio 2015; “Convenienza della meccanizzazione agricola”, Eugenio Pomarici, Letizia Rocco, Giancarlo Spezia, Informatore Agrario