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Il ruolo della biodiversità nella viticoltura

Per fare il vino buono non basta un buon vitigno: le condizioni del terreno in cui cresce il vigneto e le modalità con cui la coltura viene gestita influiscono sulla biodiversità e quindi sull’equilibrio delle varie specie coesistenti. In questo articolo vediamo due tecniche di lotta alle infestanti che aiutano la biodiversità: inerbimento e pacciamatura.
A cura del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli studi di Milano.

Cos’è la biodiversità
La biodiversità di un vigneto è l’insieme di tutte le forme di vita (piante, animali, micro organismi) che, convivendo in quel determinato terreno, creano un equilibrio capace di influire sulla capacità del suolo di resistere ai cambiamenti legati alle condizioni ambientali e quindi sulla sua resilienza.

Cosa influisce sulla biodiversità e perché è importante
La biodiversità, in viticoltura, è influenzata dalle condizioni del suolo, dal clima e dalle pratiche colturali adottate.
Le modalità di gestione del suolo, in particolare le lavorazioni effettuate, le concimazioni, la tipologia di lotta contro i parassiti, la circolazione dei mezzi agricoli si ripercuotono sulla quantità d’acqua e di elementi nutritivi a disposizione delle piante, con conseguenze dirette sui risultati in termini vegetativi ed economici del vigneto.
Se fino a qualche tempo fa la biodiversità era un aspetto trascurato, ad oggi è sempre più diffusa la convinzione che si tratti di un fattore fondamentale nella valutazione della sostenibilità delle produzioni viticole. Gli esperti hanno quindi analizzato le lavorazioni e i prodotti utilizzati nel settore allo scopo di individuare quelli più compatibili con il mantenimento di un buon livello di biodiversità.
Nell’ambito della difesa dalle piante infestanti, tra le tecniche di viticoltura che possono aiutare a preservare ed aumentare la biodiversità del vigneto il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università di Milano indica in particolare l’inerbimento e la pacciamatura.

Interventi a favore della biodiversità nel vigneto: l’inerbimento
L’inerbimento è considerata una tecnica di gestione del suolo a basso impatto ambientale, che ha lo scopo di controllare la crescita di piante infestanti tra i filari di vite.
Il crescente impiego in viticoltura dell’inerbimento, sia esso spontaneo o artificiale, ha evidenziato una minore incidenza degli svantaggi legati alla monocoltura del vigneto, con un aumento nella ricchezza di specie ben strutturate che possono aiutare a combattere la crescita sconsiderata di artropodi fitofagi che avrebbero nelle piante infestanti il loro habitat naturale.

Pacciamatura
La pacciamatura consiste nella copertura del terreno con del materiale che impedisca la crescita delle erbe infestanti: l’intervento porta con sé molti altri vantaggi, come il mantenimento dell’umidità del suolo e la protezione dall’erosione in seguito ad eventi atmosferici come vento e pioggia battente.
Il consiglio degli esperti per l’applicazione di questa tecnica nei vitigni è di procedere ad una pacciamatura a filari alterni, in modo da avere sempre delle piante erbaceee in fioritura che forniscano fornendo un adeguato sostegno agli insetti utili. La prima pacciamatura dell’annata dovrebbe essere eseguita dopo la fioritura, per consentire una buona distribuzione dei semi e per favorire i processi di trasformazione della sostanza organica in humus stabile.

Fonte: Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Università di Milano
Categoria: tecniche